mercoledì 9 marzo 2016

5 novità sui mutui che cambieranno il mondo di chi compra casa...

5 novità sui mutui che cambieranno il mondo di chi compra casa...

Al via nelle Commissioni Finanze di Camera e Senato l'esame della bozza di modifica del decreto che recepisce la direttiva comunitaria 2014/17 sui mutui. Le novità riguardano, tra l'altro, l'introduzione della morosità per inadempimento per il mancato, e non ritardato, pagamento di 18 rate e la conferma del cosiddetto patto marciano. Ma vediamo le cinque modifiche introdotte nel mondo dei finanziamenti per l'acquisto della casa. 

Morosità per inadempimento - L'inadempimento per il mutuatario scatta solo nel caso di mancato e non ritardato pagamento. La morosità per inadempimento scatta solo dopo 18 rate non corrisposte e non per le sette inizialmente previste. La scelta delle 18 rate non è causale, si basa su una norma già esistente che permette al mutuatario di sospendere il pagamento del mutuo per un massimo di 18 mesi. 

No alla retroattività e stop sulle surroghe - Dal Testo Unico Bancario si cancellerà il termine "successivamente" e la morosità inadempiente scatterà solo per i nuovi contratti di mutuo e non per quelli già in essere. Nessuna possibilità di applicazione alle surroghe.

Patto Marciano - Il debito si considera estinto anche se, in caso di vendita dell'immobile, la banca ne ricavi un prezzo inferiore al debito contratto. Nel caso in cui la somma ottenuta sia superiore, l'eccedenza deve essere restituita al debitore. La conferma del cosiddetto patto marciano, e il divieto del patto commissorio, rappresenta, secondo quanto spiegato dal relatore del Dlgs alla Camera Giovanni Sanga, una maggiore garanzia per il debitore.

Consulente per il mutuatario - Secondo lo schema di parere della Commissione Finanze della Camera, la banca non potrà "condizionare l'erogazione del mutuo all'inserimento nel contratto di credito" della clausola di inadempimento. Il mutuatario dovrà essere assistito da un consulente sull'opportunità o meno di sottoscrivere tale clausola.

Perito Indipendente - La valutazione dell'immobile spetta a un perito indipentente, la cui nomina spetta al Tribunale.

Per avere, informazioni approfondite contattami pure...
 

Marco Ricchi
Servizi Immobiliari Gatto S.r.l.
Latina, Via Priverno 12
0773487279
0773487283

martedì 23 febbraio 2016

Prezzi e tempi medi di vendita, ecco i miei consigli...

Prezzi e tempi medi di vendita, ecco i miei consigli...




Il 2016 con un mercato in recupero impone però cautela, per via della situazione economica e geopolitica internazionali. E impone di fare attenzione sia che si voglia vendere casa sia che si intenda avvicinarsi all’acquisto.
Come deve approcciare il mercato immobiliare chi decide di valutare l'acquisto?
Il potenziale acquirente ha davanti grandi opportunità in termini di offerta. Può quindi scegliere di valutare senza fretta l'investimento in cerca dell'occasione migliore. La fase di miglioramento del mercato residenziale italiano sarà lenta e graduale. Anzi, data l'incertezza della situazione, sulla quale pesano diverse variabili come la ripresa dell'economia e i rapporti di geopolitica mondiale, nei prossimi mesi le quotazioni dovrebbero scendere ancora e quindi è probabile che aspettando si possano spuntare prezzi migliori. Oggi si compra bene, ma tra sei mesi si potrebbe comprare anche meglio. Al momento il prezzo medio in Italia – dato che naturalmente comprende valori molto diversi - secondo i dati di Nomisma è pari a 1.943 euro al metro quadrato contro i 2.753 euro in termini reali del 2007.

Vedendo la situazione dal punto di vista del venditore, come si fa a “vender bene”?
Il mercato vive oggi una fase di eccesso di offerta sempre più evidente. Il percorso per arrivare alla vendita non è breve e per questo c'è maggiore necessità di essere attivi nel proporre l'immobile. È importante la modalità di presentazione della casa e bisogna utilizzare diversi canali per arrivare alla clientela, sfruttando anche le App utilizzabili su Ipad e smartphone. Gli esperti consigliano ricchezza nella descrizione e nel materiale fotografico, che deve essere di alta qualità per non provocare sorpresa al momento del contatto. Con tanta offerta sul mercato il potenziale acquirente tenderà ad abbandonare gli immobili che vengono presentati in maniera poco trasparente, approssimativa e con informazioni scarne e non veritiere.
Quali sono oggi i tempi medi di vendita da mettere in conto?
In questa fase siamo intorno ai 7-8 mesi. L'elemento importante è che negli ultimi mesi per la prima volta dopo diversi anni i tempi non si sono allungati. Esiste comunque uno stock in giacenza, in genere di scarsa qualità, che ha tempi ben più lunghi per arrivare al contratto. Nel segmento del lusso si viaggia invece verso 12 mesi e in questo segmento la giacenza arriva anche a oltre 24 mesi.

Quale strategia adottare se non si riesce a vendere?
La prima scelta sarebbe quella di abbassare il prezzo per incontrare la domanda. Ma questa mossa ha effetto solo se parliamo di un immobile di discreta qualità. In alcuni casi, poi, lo sconto potrebbe non essere sufficiente perché se una casa sta troppo tempo sul mercato perde appeal. La scelta è quindi tra ridurre il prezzo oppure fare un investimento nella riqualificazione dell'esistente, una strategia che riguarda certamente la locazione ma anche la vendita.
Chi acquista un immobile può ancora sperare in una rivalutazione, come si è sempre detto?
Bisogna distinguere innanzitutto le finalità. L'acquisto della prima casa è dettato dalle necessità del singolo o della famiglia, è una scelta di medio-lungo periodo, e va considerato anche il fatto che serve a soddisfare un bisogno abitativo. Diverso è l'acquisto di una seconda casa al mare o in montagna o l'acquisto di un appartamento per investimento. Anche in questo caso, però, chi acquista non deve puntare alla rivalutazione nel breve termine. Guadagni in capital gain non sono probabili di questi tempi con quotazioni ancora in discesa: secondo gli esperti nel 2016 vedremo valori in calo dell'1% circa. Inoltre, va considerata anche l'inflazione praticamente a zero.
C'è il rischio che i tassi stiano per aumentare? È questo il momento giusto per investire?
Dai segnali Usa di rinvio di operazioni sui tassi si capisce che non ci saranno prospettive di intervento sui tassi in Europa e i segnali che arrivano dall'economia continentale e nazionale non sono certo entusiasmanti.
Come deve regolarsi, allora, chi vuole acquistare un immobile da mettere a reddito?
Se decido di investire per mettere a reddito l'immobile devo tenere presente alcuni capisaldi nella scelta. Ad esempio, è meglio acquistare un appartamento piccolo in zona centrale che grande in periferia. E ancora, è meglio acquistare un appartamento in una grande città che in provincia, perché così mi garantisco una maggiore rivendibilità e affittabilità. In generale, comunque, approfittare di prezzi bassi e tassi di interesse ai minimi storici consente di cogliere occasioni interessanti, a patto che la location dove si trova l'appartamento sia appetibile sul mercato dell'affitto. Ad esempio, se la casa si trova in città universitarie, e soprattutto in zone ben servite dai mezzi di trasporto, arriva a rendere anche il 5-6 per cento. Si potrebbe anche optare per la gestione della casa tramite i siti internet di gestione delle prenotazioni come Booking oppure Airbnb. Ma in questo caso bisogna tenere conto del fatto che la gestione di arrivi e partenze richiede tempo.

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venerdì 22 gennaio 2016

IMU sugli immobili affittati a canone concordato: quanto vale, in euro, la riduzione del 25% introdotta dalla Legge di Stabilità?

IMU sugli immobili affittati a canone concordato: quanto vale, in euro, la riduzione del 25% introdotta dalla Legge di Stabilità?

di Isabella Tulipano

Molte novità che verranno introdotte dalla Legge di Stabilità riguardano da vicino il mondo immobiliare e ancora più nello specifico il mondo degli affitti, quindi il nostro specifico settore. Partiamo quindi da una misura che coinvolge tributi ampiamente discussi e trattati sul nostro blog: IMU e Tasi. Viene introdotta, infatti, un’ulteriore agevolazioni per i proprietari che concedono in affitto un appartamento stipulando un contratto a canone concordato. 
Quindi a canone contenuto, ma con la possibilità di pagarci meno tasse.
Vediamo allora, con la concretezza che ci contraddistingue, in quanti euro possiamo tradurre questa agevolazione e se tale misura possa rappresentare un’arma in più per convincere i già numerosi (soprattutto negli ultimi anni) proprietari che scelgono di stipulare contratti a canone concordato, percependo meno, ma guadagnando di più.

Alla possibilità che molti comuni utilizzano di applicare aliquote agevolate per i proprietari che affittano con contratto a canone concordato, ora la Legge di stabilità introduce (articolo 1, commi 53 – 54) per tutti i contribuenti, anche per quelli che hanno proprietà in comuni non sensibili all’argomento, di ridurre l’imposta IMU e Tasi (se dovuta) del 25%.
Questo quanto la teoria prevede a favore dei proprietari che concedono in affitto un immobile con contratto a canone concordato; vediamo adesso la pratica e quindi facciamo i conti in tasca a qualche proprietario che deve valutare la convenienza nello scegliere un contratto a canone concordato, rispetto ad un contratto libero, limitando il valore del canone richiesto.
Facciamo due esempi in due città che rappresentano due estremi nella classifica del canone medio: tra le più care Roma e tra le più convenienti Catanzaro.

La prima è Roma, una città in cui da anni i contratti a canone concordato sono ampiamente utilizzati risultano il 71,4% dei nuovi contratti abitativi stipulati nel 2015. Qui il valore di un contratto a canone concordato per un immobile in buono stato di circa 70 mq in una zona semicentrale è di 760 euro, contro un valore a mercato libero di 809 euro. Se consideriamo per tale immobile di proprietà del signor Proietti una rendita catastale di 928 euro, abbiamo gli elementi per fare i conti in tasca e vedere se e quanta convenienza deriva da questa nuova disposizione di legge.

Contratto libero di 4 anni + 4: reddito annuo da locazione 9.708 euro (809 *12 mensilità), tassato con cedolare secca al 21%, quindi 2.039 euro di imposte. In questo caso il regolamento IMU e Tasi del comune di Roma ha stabilito l’aliquota massima per l’IMU dell’1,06%, non potendo per questo applicare la Tasi. In euro, questo vuol dire, partendo dalla rendita catastale di 928 euro, una base imponibile di 155.904 euro, su cui l’1,06% di IMU incide per 1.653 euro.
Ipotizziamo allora un guadagno netto per il nostro signor Proietti con contratto a canone libero di 6.016 euro, ovvero ai 9.708 euro percepiti annualmente abbiamo sottratto il prelievo con cedolare e quello dovuto per l’IMU.

      

Contratto concordato di 3 anni + 2: reddito annuo da locazione 9.120 euro (760*12 mensilità), tassato con cedolare secca al 10%, quindi 912 euro di imposte. In questo caso il regolamento IMU e Tasi del comune di Roma non ha stabilito l’aliquota IMU agevolata per chi concede in affitto le abitazioni con contratti a canone concordato , lasciando un’aliquota ordinaria dell’1,06% e non applicando neanche in questo caso il prelievo Tasi. Quindi fino al 2015 a Roma il Sig. Proietti avrebbe pagato sempre 1.653 euro di IMU.
Ipotizziamo allora un guadagno netto per il nostro signor Proietti, nel 2015, con contratto a canone concordato di 6.555, ovvero ai 9.120 euro percepiti annualmente abbiamo sottratto il prelievo con cedolare e quello dovuto per l’IMU.
Questo fino al 2015, dal 2016 l’IMU versata dal signor Innocenti per un contratto a canone concordato verrà ridotta del 25%, passando da 1.653 euro a 1.240 e ciò permetterà al nostro proprietario preso ad esempio di avere, al netto delle imposte, un guadagno ulteriore di 413 euro, con un reddito netto di 6.968 per un contratto con canone concordato (partendo da un canone mensile più basso di 49 euro) contro i 6.016 del reddito netto derivante da un contratto a canone libero (+952 euro di guadagno netto).

La seconda città che prendiamo in considerazione è Catanzaro, dove l’utilizzo dei contratti a canone concordato è molto più contenuto, parliamo di un 40% rispetto al totale di nuovi contratti abitativi stipulati nel 2015. La motivazione potrebbe essere legata innanzitutto al fatto che i valori dell’accordo territoriale sono fermi alla fine degli anni 90 e pertanto ancora in lire, quindi distanti da quelli che sono i valori a libero mercato.
Nello specifico troviamo che qui il valore di un contratto a canone concordato per un immobile in buono stato di circa 80 mq in una zona semicentrale è di 275 euro, contro un valore a mercato libero di 399 euro. L’immobile ipoteticamente di proprietà del signor Mancuso ha una rendita catastale di 358 euro.
Anche in questo caso facciamo un po’ di conti e vediamo se c’è convenienza.


Contratto libero di 4 anni + 4: reddito annuo da locazione 4.788 euro (399 *12 mensilità), tassato con cedolare secca al 21%, quindi 1.005 euro di imposte. In questo caso il regolamento IMU e Tasi del comune di Catanzaro ha stabilito l’aliquota massima per l’IMU dell’1,06%, non potendo per questo applicare la Tasi. In euro, questo vuol dire, partendo dalla rendita catastale di 358 euro, una base imponibile di 60.144 euro, su cui l’1,06% di IMU incide per 638 euro.
Ipotizziamo allora un guadagno netto per il nostro signor Mancuso con contratto a canone libero di 3.145, ovvero ai 4.788 euro percepiti annualmente abbiamo sottratto il prelievo con cedolare e quello dovuto per l’IMU.

Contratto concordato di 3 anni + 2: reddito annuo da locazione 3.300 euro (275*12 mensilità), tassato con cedolare secca al 10%, quindi 330 euro di imposte. In questo caso il regolamento IMU e Tasi del comune di Catanzaro prevede la stessa aliquota massima dell’1,06% e quindi un uguale prelievo di 638 euro; però con la nuova agevolazione in caso di contratto a canone concordato l’IMU viene ridotta del 25%, arrivando a 479 euro (159 euro di risparmio IMU).
Per il nostro proprietario di Catanzaro il guadagno netto con contratto a canone concordato sarebbe di 2.491 euro, ovvero ai 3.300 euro percepiti annualmente abbiamo sottratto il prelievo con cedolare e quello dovuto per l’IMU ridotta.
In questo caso, nonostante l’aliquota agevolata della cedolare secca e la riduzione del 25% dell’IMU il guadagno per il proprietario rimane più alto in caso di contratto a canone liberto (3.145 conto i 2.491), dato dal fatto che i valori del canone concordato sono molto datati e non incentivano, come nel caso di Roma,i proprietari all’utilizzo di tale tipologie contrattuali.

     
Precisiamo che rispetto all’agevolazione concessa da alcuni comuni che vincola l’applicazione di un’aliquota ridotta alla scelta della tipologia di contratto concordato, ma anche al fatto che l’inquilino, titolare del contratto, utilizzi tale immobile in affitto come propria abitazione principale, ovvero abbia lì la sua residenza, possiamo dire che questa nova misura risulta più “democraticamente” applicabile a tutti i contratti a canone concordato, ovvero: i 3 +2 in cui più facilmente l’inquilino vi prenderà la residenza, quanto i contratti per studenti fuori sede e quelli transitori stipulati sulla base dei valori degli accordi territoriali per i comuni ad alta densità abitativa.

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venerdì 13 novembre 2015

Mercato immobiliare in ripresa: come mi devo comportare?



by Stefano Tronca
tempo di lettura: 5 minuti

 

Un’analisi sulla situazione attuale per prendere al meglio le proprie decisioni.

Dagli ultimi dati sembrerebbe proprio che il mercato immobiliare stia dando i primi segni di ripresa.

Ecco i miei consigli per venditori e acquirenti su come affrontare correttamente questo periodo di mercato.

 

Previsione azzeccata?

Andando a rileggere l’articolo Il Futuro del Mercato Immobiliare, scritto esattamente il 18 novembre 2014, a seguito di una Convention di Fimaa a cui ho partecipato, direi che le previsioni stanno trovando le conferme in questo primo periodo.
A darne credito sono i dati positivi relativi al numero delle compravendite che da qualche trimestre, oramai sono in crescita. (Puoi trovare qualche riflessione in merito su: TgCom24 e IlSole24Ore).
Dagli ultimi aggiornamenti sembrerebbe che i prezzi ricominceranno a crescere a partire dalla metà del 2016 anziché dal 2017.
Comunque poco importa: siamo alla fine della galleria.

 

Devo comprare: mi conviene aspettare o trovare il prima possibile?

Probabilmente con i prezzi abbiamo toccato il fondo ovvero, trovarne di più bassi diventa un’impresa ardua.
Anche chi ha una impellente necessità di liquidità prima o poi arriva ad un limite di soglia per il prezzo; nella maggior parte dei casi già questo limite suscita molto interesse tra i potenziali acquirenti ed investitori che quindi rende superflua un’ulteriore riduzione del prezzo di vendita.
Se devi acquistare, ti consiglio di non perdere ulteriore tempo e trovare quanto prima l’immobile che fa al caso tuo.

 

Devo vendere: mi conviene aspettare o vendere il prima possibile?

Vista la previsione dei prezzi in aumento a partire dalla metà del 2016/inizio 2017, consiglio sicuramente di rimandare.
Sono veramente pochi i fortunati che sono riusciti a recuperare i soldi spesi per l’acquisto nell’ultimo decennio, per il resto delle persone è stato veramente un cosiddetto “bagno di sangue”: prezzi inferiori del 10% con sconti anche intorno al 50%.
Oggi non è che la situazione sia del tutto cambiata, ma occorre attendere ancora del tempo per limitare le eventuali perdite.
Se puoi, aspetta. Se hai un immobile vuoto, temporeggia magari con un locazione temporanea.

 

Devo vendere e comprare: come mi devo comportare?

È una situazione abbastanza comune quella di vendere prima per acquistare poi; prima di tutto per non fare errori, leggi questo articolo.
Te la faccio molto semplice: periodo peggiore per vendere (-), periodo migliore per comprare (+): – e + si annullano, quindi procedi pure.

 

Considerazioni finali.

Chi vende e poi compra o viceversa, è molto difficile che abbia delle ripercussioni negative evidenti, in quanto si ritrova a fare delle operazioni di mercato nello stesso periodo economico.
Cambia tutto se invece si compiono le due operazioni in due periodi completamente distinti.
Ipotizzando che le ipotesi di mercato saranno quelle indicate all’inizio dell’articolo, sarebbe una pessima operazione di mercato se si andasse a vendere oggi per poi comprare tra 5-6 anni mentre sarebbe più corretto se si comprasse oggi per poi vendere nei prossimi anni.
Non a caso, in questo ultimo periodo, sono usciti allo scoperto i cosiddetti “squali”; questo è (e lo sarà ancora per poco tempo) il periodo migliore per i “pesci grandi” per mangiare i “pesci piccoli”, così nell’immobiliare, così per tutto il resto.

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mercoledì 11 novembre 2015

i 6 ERRORI che un venditore di casa deve evitare come LA PESTE!




Quali sono le azioni che distinguono un proprietario di casa che riesce a vendere la sua casa alle migliori condizioni di mercato da tutti quelli che ci rimettono un sacco di soldi?


Mi sono posto questa domanda centinaia e centinaia di volte negli ultimi anni, e mi sono sempre scervellato per cercare una risposta.


Sapevo infatti che se fossi riuscito a individuare le azioni vincenti dei venditori di casa che ottenevano i migliori risultati, avrei potuto schematizzarle e renderle replicabili.


Questo mi avrebbe permesso di ottenere in prima persona risultati migliori come Agente Immobiliare e in seguito di trasmettere queste azioni di successo ai miei clienti.


Oggi ho deciso di condividere con te gli errori più gravi che ho visto commettere da chi cerca di vendere la propria casa, e che vengono evitati da chi poi riesce a venderla alle migliori condizioni di mercato ricavandone il maggior prezzo possibile. Quando anche tu li conoscerai, potrai smettere di compiere azioni non produttive, e tutto quello che ti sta impedendo di vendere la tua casa.


Eccoti i 6 ERRORI che un venditore di casa deve evitare come LA PESTE!

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 Errore Numero 1

Prezzo elevato.

Domanda: Su quali elementi ti sei basato per fissare il prezzo di vendita della tua casa?


E’ incredibilmente importante impostare correttamente il prezzo di vendita, il 77% delle case poste in vendita hanno un prezzo troppo caro rispetto al valore reale di mercato.

Lo so, è difficile rimuovere l'attaccamento emotivo e tutti noi vorremmo ricavare il doppio di quanto il mercato dice. Ma purtroppo non è così.

Se fuori dalla vostra casa non vedete la fila di acquirenti per comprare la vostra casa, non state facendo un favore a voi stessi.

Dammi retta. Richiedi al più presto l’assistenza di un professionista per valutare la tua casa.

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Errore Numero 2

Scarsa disponibilità alle visite.

Domanda: Vuoi veramente vendere o stai solo cercando di valutare se c’è interesse?

Il 34% dei venditori perdono l’opportunità di vendere la propria casa perché rendono difficili le visite ai potenziali acquirenti. Se sei un venditore veramente motivato, perché mettere restrizioni alle visite? Renditi disponibile affinché le visite siano fatte negli orari in cui l’immobile risulterà essere più attraente.

Dammi retta. Organizzati e fai in modo di avere persone di fiducia che siano disponibili a far visionare casa quando non ci sei.

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Errore Numero 3

Disordine e sporco.

Domanda: Entri più volentieri in un negozio luminoso e accogliente, o in uno buio con una vetrina malconcia che non viene rinnovata da mesi?

La stessa cosa avviene anche per casa tua: “anche l’occhio vuole la sua parte” e soprattutto ricorda che “non ci viene mai data una seconda occasione di fare una buona prima impressione” non sono solo detti, ma verità assolute quando si tratta di vendita (e non solo..)! Tenere una casa disordinata durante le visite è un errore compiuto dal 32% dei venditori.

Dammi retta. Cerca su internet consigli gratuiti sull’Home Staging oppure affidati ad un professionista.
 
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Errore Numero 4

Odori sgradevoli.

Domanda: Ti funziona il naso?

In prossimità delle visite evita assolutamente di cucinare alimenti maleodoranti. Se hai animali domestici, è necessario fare qualcosa per l'odore.

Altrimenti i potenziali acquirenti saranno distratti dal cattivo odore ed inconsciamente assoceranno la visita ad un’esperienza negativa. Fatti un favore…Non fare questo a te stesso!!

Dammi retta. Porta via l’immondizia. Arieggia casa. Compra delle candele profumate e accendile prima della visita.

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Errore Numero 5

Non fare manutenzione.

Domanda: A parità di caratteristiche acquisteresti più volentieri una casa presentata in maniera gradevole, o una buttata lì da rifare?

Molte venditori pensano “A cosa serve tinteggiare la casa, pulirla, sistemare gli infissi, ecc., ecc.?…Tanto poi chi la acquista se la sistemerà a proprio gusto e piacimento…I visitatori devono vedere quello che una casa potrebbe diventare, non quello che oggi è…Non ci penso nemmeno ad investire un solo euro per rendere più presentabile la mia casa …E figurati se ci perdo del tempo …. Tanto non serve a nulla…”

Dammi retta. Investi nella tua casa. So che le riparazioni possono essere un dolore, ma trascurare di farle non ti farà vendere. Oppure, se non riesci a fare le riparazioni, devi essere disposto ad offrire agli acquirenti uno sconto sul prezzo e chiudere l'affare.

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Errore Numero 6

Indisponibilità a negoziare.

Domanda: Pensi davvero che come prima offerta riceverai quello che chiedi?

Se si ottieni un'offerta sulla tua proprietà, considerati fortunato. Molti venditori non ne hanno mai ricevuta una. Inizia una trattativa e trova una mediazione. Perché perdere l’opportunità  di chiudere la vendita?

Dammi retta. Anche se ti senti insultato da un’offerta iniziale bassa, prendi tempo e proponi tu una contro offerta solida.

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Se hai fatto o stai facendo uno o più degli errori che ti ho elencato, richiedi una consulenza gratuita...

Ti aiuterò a capire cosa fare per vendere al meglio la tua casa.


 
Marco Ricchi
Servizi Immobiliari Gatto S.r.l.
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0773487279
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lunedì 14 settembre 2015

Cos'è il credito d'imposta per il riacquisto della prima casa?

Chi vende un'abitazione con le agevolazioni prima casa e ne acquista un'altra avente gli stessi requisiti ha diritto a un credito d'imposta. Ma vediamo cos'è e come può essere utilizzato

Credito imposta acquisto prima casa

Il credito d’imposta è pari all’imposta di registro o all’Iva pagata per il primo acquisto agevolato. Il credito d’imposta spetta anche nell’ipotesi in cui l’altra abitazione venga riacquistata mediante contratto di appalto o di permuta. Il credito d’imposta non può essere superiore all’imposta dovuta in relazione al secondo acquisto e può essere utilizzato:
  • in diminuzione dell’imposta di registro dovuta in relazione al nuovo acquisto
  • in diminuzione delle imposte di registro, ipotecaria, catastale, dovute su denunce e atti presentati dopo la data di acquisizione del credito
  • in diminuzione dell’Irpef dovuta in base alla prima dichiarazione successiva al nuovo acquisto
  • in compensazione con altri tributi e contributi dovuti in sede di versamenti unitari con il modello F24 (usando il codice tributo 6602).
Per fruire del credito d’imposta, è necessario che il contribuente manifesti tale volontà nell’atto di acquisto del nuovo immobile, specificando se intende utilizzarlo in detrazione dall’imposta di registro dovuta per lo stesso atto.
In particolare, l’atto di acquisto dovrà contenere (oltre alle “ordinarie” dichiarazioni di possesso dei requisiti per l’agevolazione prima casa), l’espressa richiesta del beneficio e dovrà indicare gli elementi necessari per la determinazione del credito. Occorrerà, perciò:
  • indicare gli estremi dell’atto di acquisto dell’immobile sul quale era stata corrisposta l’imposta di registro o l’Iva in misura agevolata nonché l’ammontare della stessa
  • nel caso in cui era stata corrisposta l’Iva ridotta in assenza della specifica agevolazione prima casa, rendere la dichiarazione di sussistenza dei requisiti che avrebbero dato diritto al beneficio alla data dell’acquisto medesimo
  • nell’ipotesi in cui risulti corrisposta l’Iva sull’immobile alienato, produrre le relative fatture
  • indicare gli estremi dell’atto di vendita dell’immobile.

Quando non spetta il credito d'imposta

Il credito d’imposta non spetta se:
  • è stato perso il beneficio prima casa in relazione al precedente acquisto
  •  il contribuente ha acquistato il precedente immobile con aliquota ordinaria, senza cioè usufruire del beneficio “prima casa”
  • il nuovo immobile acquistato non ha i requisiti “prima casa”
  • viene ceduto un immobile acquistato con le agevolazioni “prima casa” riacquistando, non a titolo oneroso, un altro fabbricato avente i requisiti per fruire del beneficio
Per avere, informazioni approfondite contattami pure...
 
Marco Ricchi
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lunedì 7 settembre 2015

I proprietari e le paure dell’affitto... Scopri le soluzioni



 
 
…SEI PROPRIETARIO DI UNA CASA?
 
…HAI PAURA AD AFFITTARE?
 
…E SE POI NON TI PAGANO?
 
…L’APPARTAMENTO TI SERVE MA DEVI ASPETTARE ANNI PER RIAVERLO?
 
oppure
 
…IL TUO INQUILINO NON RIESCE PIÙ PAGARTI L'AFFITTO…?
 
per fortuna c’è una soluzione
 
Hai mai sentito parlare del “contratto di locazione concordato”?
 
Questa tipologia di contratto finalmente riserva dei reali VANTAGGI per il proprietario che affitta. 
 
Vediamo in dettaglio questi VANTAGGI:
 
1) Tassazione ridotta al 10%!!!
 
2) I canoni concordati non si cumulano al reddito evitando aumenti di scaglioni fiscale;
 
3) Il canone concordato unito vantaggio fiscale, fanno percepire gli importi dei contratti standard;
 
4) Il canone ridotto riduce “drasticamente” i rischi di insolvenza che sono vicine allo zero;
 
5) La durata ed i rinnovi sono inferiori quindi rientrare in possesso dell'immobile e più veloce;
 
6) Questa tipologia di contratto beneficia anche di uno sconto sulla quota imu di 3 punti.
 
7) L’inquilino gode di benefici fiscali. Recupera fino a 900 € l’anno a seconda del reddito isee.
 
Contattami per chiarimenti e ulteriori informazioni.
 
A Presto ;)
 

 
Marco Ricchi
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